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STILE E STORIA DELLE CASE NELL'ISOLA DI STROMBOLI |
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L'isola
di Stromboli, inizialmente, è stata colonia agricola di Lipari
ed abitata solo nel periodo della semina e del raccolto.Successivamente, intorno al XVI secolo a.C., si è costituito un primo insediamento umano in contrada S. Vincenzo, dietro la Chiesa. L'isola all'inizio del secolo era abitata da circa 9000 persone, le quali intorno al 1930 emigrarono a causa di una forte eruzione del vulcano e di un violentissimo maremoto. Oggi Stromboli conta circa 420 abitanti concentrati nei centri abitati di Ficogrande, Piscità, S. Vincenzo, e Ginostra. Quest'ultimo è un minuscolo villaggio di circa 30 abitanti, non raggiungibile da terra, collegato con il resto dell'arcipelago solo via mare. Le case antiche in stile eoliano venivano costruite con i materiali esistenti: la calce idrata che era leggera e facile da trasportare con le navi e veniva usata con la sabbia per fare la malta, le pietre del posto, pali di castagno o di abete per i travi. I muri esterni erano spessi e costruiti a sacco, le case più antiche avevano uno strato esterno di pietre e malta di calce e dentro lo spessore, a volte anche di cm. 80 o 100, terreno e pietre, mentre i solai avevano una tecnica particolare: travi posti a cm. 40 l'uno dall'altro, stuoie di canne sui travi, uno strato di pietre, malta di calce e sabbia battuta bene e che diventava dura e compatta come cemento armato. Una curiosità costruttiva è l'antisismicità che era stata ottenuta nelle costruzioni: fondazioni fatte con pietre "vive" (cioè particolarmenti pesanti e dure), mura a sacco con pietre vive, terreno e malta e solai con strato di pietre "morte" (cioè leggere e friabili). In questo modo la casa aveva una base pesante, mura robuste e solaio leggero e poteva "galleggiare" sul terreno in caso di scosse. A Stromboli è facile affittare ville ed appartamenti
Alcune delle case più antiche, anche su due livelli, avevano mura
più spesse e fondazioni a volte profonde appena cm.30. Lo stile
eoliano era semplice e pratico: - cubi perfettamente squadrati e facilmente
costruibili; - all'esterno i cubi venivano ingentiliti con i "rifasci",
bordi a sbalzo di colori diversi posti sui lati della casa e delle porte,
oppure con sculture, sempre in malta, poste sul tetto e che rappresentavano
dei capperi; - le case potevano essere ampliate aggiungendo altri cubi
a seconda delle necessità della famiglia semplicemente costruendo
tre pareti ed appoggiando il nuovo solaio su un lato dell'esistente; -
le pareti spesse consentivano di trattenere il calore prodotto con il
braciere d'inverno e rendevano le camere fresche in estate; all'interno
della camera più importante c'era un piccolo soppalco (mezzanino)
che veniva utilizato per conservare i cibi; - il bagno, piccolissimo,
era fuori della casa per motivi d'igiene, conteneva solo un sedile di
muratura ed un foro che andava dritto nel pozzo nero sottostante in modo
che non fosse necessaria l'acqua per scaricare, ma si usava la calce viva
per disinfettare. La cucina era generalmente piccola e costituita da una
fornacella a due o tre fuochi ed aveva quasi sempre un forno per il pane,
a volte due forni, uno grande appunto per il pane e un'altro piccolo per
i dolci. Nelle case più ricche la cucina era grande e sul forno
c'era un soppalco dove era possibile dormire d'inverno al calore generato
dal forno.All'esterno della casa c'era il terrazzo
con le panche (bisuoli) in muratura, colonne (pulera) che sostenevano
un pergolato a vite, il lavatoio, la vasca per la tintura delle reti,
la cisterna da cui attingere l'acqua piovana che veniva raccolta per caduta
dai tetti; la bocca della cisterna era sempre di lato al lavatoio e questo,
essendo posto all'esterno, consentiva il recupero dell'acqua utilizzata
per lavare per innaffiare l'orto antistante il terrazzo.C 'erano due tipi di magazzini: la pinnata ed il palmento. La pinnata era un magazzino dove riporre gli attrezzi ed era costituita da un solaio appoggiato ad una parete della casa o semplicemente ad un muro ed aperta su almeno un lato . Il palmento era il posto dove si pestava e si raccoglieva il vino con un ingegnosissimo sistema di torchiatura con leve e massi che consentiva a pochissime persone di fare una mole di lavoro enorme.
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