Isola di Stromboli, il Faro del Mediterraneo nei secoli
 

ERUZIONE DEL 27.2.2007 NELL'ISOLA DI STROMBOLI

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Mappa StromboliIl 27.2.2007 il vulcano ha aperto due nuove bocche a circa mt. 500 di altezza e si è avuta una colata lavica abbondante fino al mare. Bertolaso giunto sull'isola ha detto: ''Evoluzione normale, tutto tranquillo''
Regolari i collegamenti navali con tutte le isole Eolie. ''L'aumento dell'attività esplosiva del vulcano - ha detto il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, comune del quale Stromboli è una frazione - ha fatto scattare a Stromboli il piano di emergenza ed è per questo che la popolazione dell'isola è stata invitata ad allontanarsi dalla linea di costa, ma non c'è nulla di allarmante. Il piano di emergenza - sottolinea Bruno - ha funzionato bene e tutto sta avvenendo secondo le regole. Non c'è alcuna paura e le operazioni di emergenza si sono svoe con grande serenità''. Dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, giunto stamani sull'isola,sono arrivate nuove rassicurazioni. "Mi sembra che non ci siano problemi particolari, la situazione è tranquilla e c'é una normale evoluzione dei fenomeni". Da un primo sopralluogo effettuato in elicottero, ha detto ancora Bertolaso, ''abbiamo visto le bocche a circa 500 metri di altezza, da cui scende una lava molto fluida che va verso il mare. Tutta l'attività del vulcano viene monitorata costantemente". Ci sono dei sensori a mare collegati alla protezione Civile ed a delle sirene a terra per avvertire immediamente la popolazione per consentirle di essere preavvisata per tempo e di porsi a qualche metro al sopra del livello del mare.
Le ultime notizie emesse dalla Protezione Civile dicono di non salire sul cratere al di sopra della quota di mt. 300 e consigliano la popolazione civile di restare ad un'altezza di mt.10 di altezza dal livello del mare.
Era già accaduto nel 1930, la lava fuoriuscita nelle diverse colate succedutesi nel corso degli anni e consolidatasi sul fianco della montagna per tutta la lunghezza dalle bocche fino al mare finisce con il crollare all'improvviso. E' accaduto molte volte che la lava fuoriuscita dalle bocche si condensasse a contatto con il mare in grandi piattaforme e che queste sprofondassero all'improvviso in mare perchè si distaccavano a causa del peso eccessivo sospeso. Questa volta, però, a cadere è stato una parte alta del lato del cratere, stanno provando a fare dei calcoli e sembrerebbe che si tratti di duemilioni di metri cubi di materiale, come un grande palazzo scivolato a mare.
Le conseguenze dello scivolamento sono state il formarsi di una grande nube di cenere sprigionatasi dallo stesso materiale caduto in mare e la formazione di alcune onde di grandi dimensioni. La prima onda, la più grande, si calcola che fosse alta dieci metri seguita da altre di misura decrescente. Le onde hanno invaso e ricoperto le località più basse lungo le coste dell'isola come a Fico Grande e Scari dove hanno danneggiato le case prospicienti spiagge e costa, le barche ed i materiali lasciati sulle rive. A Ginostra, sul lato sud, hanno invaso il porticciolo di Pertuso e danneggiato le barche che erano fermate lì.
Le onde si sono sentite anche in tutte le altre isole delle Eolie e, seppure con una forza che andava via via scemando a seconda della distanza, sono arrivate fino alla costa milazzese.

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COSA DICONO GLI ISOLANI
L'attività del maremoto si verifica allorchè un pezzo del costone della Sciara del Fuoco sul versante nord non abitato dell'isola si stacca e precipita a mare. Questi distacchi si verificano continuamente durante l'anno e di solito non vengono avvertiti dalla popolazione residente sul versante opposto della Sciara. Un fenomeno come quello del 2002 è stato dovuto ad un distacco di un pezzo di parete particolarmente grande e si verifica solo eccezionalmente dopo anni di accumulo del materiale lavico (un maremoto di quella portata si era verificato nel 1930).

Il mare nel 2002, in conseguenza del maremoto, è arrivato sulle sole spiagge basse di Scari, è arrivato lentamente e si è ritirato velocemente ed i danni si sono verificati in conseguenza degli oggetti abbandonati sulle spiagge come barche o qualche vecchio frigorifero che hanno fatto galleggiando al momento del ritiro veloce delle acque urtando dappertutto. Per questo motivo non si sentono particolarmente spaventati e nessuno ha pensato di lasciare l'isola.
Il discorso è simile anche per le esplosioni. L'attività stromboliana è caratterizzata da continue esplosioni il cui rumore non viene quasi mai avvertito nella parte abitata dell'isola e di notte dal paese si può notare il chiarore rossastro prodotto delle esplosioni ma è difficile poter vedere i lapili. Il numero di bocche del vulcano cambia frequentemente, si chiudono le vecchie e si aprono delle nuove bocche e periodicamente possono esserci delle esplosioni più forti prorpio quando devono aprirsi delle bocche nuove. In questo caso possono esserci tremolii ed una maggiore eiezione di cenere vulcanica.
Inoltre oggi l'isola è sotto monitaraggio della Protezione Civile 24 ore su 24 e vengono segnalati tutti i tipi di allarmi: tremolii, apertura e chiusure delle bocche laviche, Sciara del Fuoco; formazione di costoni o piattaforme laviche; rilascio di matteriali a mare ed altro. Ci sono anche sensori sottomarini in grado di segnalare il formarsi di eventuali onde anomale con molto anticipo rispetto al loro eventuale arrivo sulla costa sud dell'isola e l'eventuale allarme è immediato. In caso di allarme è sufficiente porsi in alto rispetto alla superficie del mare, fino ad oggi è stato consigliato di porsi da 6 a 10 metri sopra il livello delle acque.

A Stromboli la Sciara finisce a mare
La Sciara del Fuoco arriva al mare e fuma


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